I Dintorni

Porto Torres

Sin dall’inizio dell’ottocento le notizie che riguardano Porto Torres trattano essenzialmente
del porto che era poco fiorente quando, nel 1504, fu dichiarato porto franco senza che tale misura producesse un incremento dei traffici e degli scambi.
Nel 1627 la città fu vittima di una escursione barbaresca, in seguito alla quale il Re propose, l’anno successivo, di fortificare il borgo di San Gavino per poi abbandonare il progetto ordinando agli abitanti di trasferirsi in un luogo più sicuro.
Nel 1756 Carlo Alberto III ordinò larestaurazione completa del porto e nel 1765 i lavori vennero conclusi con la creazione di due moli che recingevano uno specchio acqueo di forma quadrata ci circa 5 ettari di superficie.

L’intensificazione delle relazioni col continente, lo sviluppo del commercio e il
completamento (avvenuto nel 1824) della strada “Carlo Felice” che collega Porto Torres a Cagliari, stimolarono la rinascita della città.
Lo scalo marittimo di Porto Torres è oggi uno dei più importanti dell’Isola e garantisce collegamenti con Genova, Tolone, Marsiglia ed Ajaccio.

L’Isola dell’Asinara

L’Asinara è stata la colonia penale agricola più dura di tutta Italia. Infatti, nel carcere di massima sicurezza di Fornelli venivano rinchiusi, oltre ai detenuti più pericolosi, mafiosi e camorristi.
Quando finalmente, nel 1997, l’Isola è stata “liberata” da questa sua condizione di Isola Carcere ed è diventata Parco Nazionale, quello che era il fascino del mistero è divenuta voglia di esplorazione di quei territori fino ad allora proibiti. Per quanto riguarda il patrimonio naturalistico dell’Isola si può citare, tra le specie endemiche della flora la Centaurea Horrida, ossia il Fiordaliso Spinoso, che cresce dall’Asinara fino al promontorio di Capo Caccia; mentre per quanto riguarda gli animali i più famosi sono i mufloni, il gabbiano corso e i mitici asinelli bianchi.

Cenni storici sulla città

Turris Libisonis, unica san gavino porto torres
colonia romana in Sardegna, fondata nel 45 a.C., era un porto
granario e la dimostrazione viene dai mosaici del foro commerciale di Ostia dove
gli armatori di Turris (navicularaii turritani) avevano anche lì una loro
rappresentanza. Della Turris romana esistono testimonianze nelle estese rovine
di tre grandi terme a ovest della vecchia stazione ferroviaria. All’entrata
della zona degli scavi, dove sta per sorgere un rilevante parco
archeolo
gico, si trova un
Antiquarium con i reperti più importanti.
I monumenti principali oggi
visitabili, oltre ad un tratto di mura del V° secolo d.C. nei sotterranei della
Banca Nazionale del Lavoro, si affacciano sul lato meridionale di via Ponte
Romano.

A San Gavino è dedicata la maestosa
basilica di San Gavino. Si tratta del più importante monumento romanico
della Sardegna e uno dei più grandi d’Italia, circondato a nord dalle suggestive
casette del cosiddetto Atrio Comita che testimoniano lo splendore della città
nel XVII° secolo.
Il grandioso edificio
a tre navate è privo di facciata e possiede due absidi contrapposte; fu l’antica
cattedrale del Giudicato di Torres fino alla metà del XV° secolo. La chiesa
venne eretta nel 1050 da maestranze pisane sotto la guida del Maestro di San
Gavino e terminata nel 1117. Di questo tempio, davvero straordinario, colpisce
l’originalità del suo impianto: le fiancate si sviluppano gonfiandosi e
l’ingresso è collocato nel lato meridionale. Dalle navate laterali una scalinata
conduce all’ampia anticripta, dove sono conservati vari sarcofagi romani del
III° e IV° secolo d.C. che custodiscono le reliquie dei santi Gavino, Proto e
Gianuario.
porto torresNella zona di Balai si trovano altre due chiesette medioevali:
San Gavino a Mare e Santa Maria di Balai. La prima arroccata su
una rupe a strapiombo sul mare comunica con delle grotte, forse
utilizzate per riti paleocristiani: qui vengono portati in processione i simulacri dei martiri
turritani, per essere ricondotti a San Gavino il giorno di Pentecoste con la
partecipazione di tutti i gremi e l’accompagnamento di una immensa folla di
fedeli provenienti da tutta l’isola. La seconda chiesa, di scarso interesse
architettonico, ha invece un alto valore storico-religioso in quanto pare che vi
siano stati martirizzati GavinoProto e Gianuario.

 

Comments are closed.